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500.000 euro per la Riserva Naturale Parco Burcina “F. Piacenza”

500.000 euro per la Riserva Naturale Parco Burcina “F. Piacenza”

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Sarà finanziato al 100% il progetto che l’ente di gestione delle aree protette del Ticino e Lago Maggiore ha presentato nelle scorse settimane partecipando al bando “Interventi di sistemazione idrogeologica di situazioni di dissesto in ambito montano, collinare e ripariale, finalizzati anche alla resilienza dei territori”, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021/2027. Priorità II Transizione ecologica e resilienza. Obiettivo specifico 2.4 “Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione del rischio di catastrofe, la resilienza, tenendo conto degli approcci ecosistemici” – Azione II.2iv.1 “Recupero e difesa del territorio nel rispetto degli habitat e degli ecosistemi esistenti”.

Si tratta di una sovvenzione (contributo a fondo perduto) di 500.000 euro che saranno destinati al ripristino definitivo del versante del Parco Burcina che, nel giugno 2021 era stato colpito, a causa di una violenta raffica di vento, dall’improvviso sradicamento di due esemplari di Liriodendrum a monte della Conca dei Rododendri e che aveva determinato anche il collassamento, sulla valle sottostante, di parte della sede stradale per una lunghezza di una trentina di metri. Nei mesi successivi si era intervenuti per il ripristino e la messa in sicurezza in modo da consentire una rapida riapertura del camminamento.

L’intervento presentato dall’ente di gestione sarà realizzato con l’impiego di tecniche di ingegneria naturalistica, una disciplina trasversale che promuove l’impiego delle piante autoctone in abbinamento con materiali inerti a fini antierosivi, stabilizzanti e di consolidamento. E’ previsto l’uso di terre armate di altezza di circa 7,50 m. che rinverdendosi si integreranno completamente
all’ambiente del Parco. La nuova terra armata permetterà di realizzare una più ampia area di sosta lungo il sentiero in sommità della conca, consentendo così di creare un punto panoramico privilegiato sui rododendri e sulla sottostante pianura.
Nell’intervento si prevede altresì il recupero delle acque piovane da destinarsi all’irrigazione del manufatto, terre armate, e al riutilizzo secondo le necessità. Infine, si porrà in sicurezza la parte sommitale del sentiero di accesso all’area mediante utilizzo di reti a contatto al fine di evitare distacchi di rocce instabili.

La Presidente dell’ente di gestione, Erika Vallera esprime “grande soddisfazione per l’erogazione del finanziamento. E’ un risultato significativo che sottolinea come l’impegno e il lavoro di squadra sanno dare risultati soddisfacenti. Il Parco della Burcina rappresenta un patrimonio unico ma è anche un patrimonio arboreo che, in larga parte, sta invecchiando e proprio per questo necessita di maggiori investimenti che non è sempre facile trovare nel bilancio del nostro ente. Nel 2021 per rispondere all’emergenza che si era creata, grazie al sostegno della Regione, era stato possibile utilizzare dei fondi originariamente messi a disposizione per un altro progetto per poter intervenire prontamente nell’area colpita. Era necessario però un intervento definitivo e più a lungo termine che oggi è possibile grazie al finanziamento ottenuto.”

Continua la direttrice dell’ente, Monica Perroni: “Questo finanziamento rappresenta la grande opportunità che i territori hanno se appartenenti ad un’area protetta. I parchi hanno un nuovo ruolo quello di essere laboratori di buone pratiche. In questo caso abbiamo progettato con l’utilizzo della tecnica dell’ingegneria naturalistica adeguata in una realtà territoriale con delle
peculiarità naturalistiche paesaggistiche uniche come il Parco Burcina, ricercando il perfetto inserimento ambientale e prevedendo anche la gestione sostenibile futura con tecniche che evitino lo spreco idrico. Un ringraziamento va sicuramente al settore sviluppo Sostenibile, biodiversità e natura che ci ha supportato nell’ambito della progettazione”.

L’inizio lavori è previsto per il 2024 e l’opera sarà conclusa nell’arco dell’anno garantendo comunque l’accessibilità nel periodo di fioritura dei rododendri.

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