Cima NordEst dell’Asta Sottana per il canale est – VALLE GESSO

Cima nordest dell'Asta Sottana

Partenza: Ponte della Vagliotta (1104 mt)

Quota massima: Asta Sottana (2850 mt)

Dislivello complessivo: 1850 mt

Difficoltà: F+/PD-

Distanza: 17 km circa

Giro ad anello: no

Note tecniche: notevole il dislivello per raggiungere la vetta. E’ possibile pertanto usufruire del punto di appoggio Bivacco Costi-P. Falchero (2280 mt)

Curiosità: l’Asta Sottana è bifida, formata quindi da due cime pressochè di uguale altezza: la cima NordEst e la cima SudOvest. Il toponimo “Asta” significa ” elevazione slanciata a lastronate rocciose”.

Descrizione:

Oggi, visto le nevicate del giorno precedente in Valle Stura e Valle Variata, optiamo per la Valle Gesso.  Superiamo Valdieri, S.Anna di Valdieri e i Tetti Gaina  e ci fermiamo presso il parcheggio presente sulla destra in prossimità del Ponte della Vagliotta, dove lasciamo l’auto.

Indossati gli scarponi, superiamo il ponte della Vagliotta e  seguiamo il sentiero N5  che poco dopo si inoltra nella splendida faggeta.

Successivamente, oltrepassiamo il corso d’acqua della Vagliotta tramite un ponticello in travi di legno. Percorrendo il sentiero a zig zag , saliamo di quota e perveniamo al Gias Sottana della Vagliotta (1595 mt). Qui, una palina segna che sulla destra si stacca una diramazione per il Bivacco R. Barbero, che possiamo ammirare in lontananza.

In lontananza il Bivacco Barbero

Noi continuiamo avanti, salendo nella conca pascoliva fino a quota 1800 mt.

A questo punto abbandoniamo il sentiero per la Cima del Lausetto, e svoltiamo a destra. Seguendo il sentierino segnalato con ometti e tacche rosse, dopo un breve tratto in discesa al Gias del Merzo, risaliamo su rocce. La temperatura si aggira intorno ai – 1 ° C ed è necessario prestare attenzione in quanto nei tratti dove scorre ancor l’acqua, nella notte si è formato del ghiaccio.

Dopo il Gias del Merzo

Ad un tratto, sulla destra del vallone, una freccia rossa ci indica di svoltare a sinistra, nel Vallone della Miniera. Il primo tratto è attrezzato con nuovissime catene e cavi d’acciaio, in quanto la cengia è particolarmente stretta e franosa.

Tratto attrezzato

Perveniamo così sul crinale dello sperone della Miniera. In questa zona si trovano i ruderi del complesso minerario dove si estraevano rocce ricche di arsenopirite (2200 mc circa).

Ruderi nel Vallone della Miniera

Svoltiamo a destra fino a raggiungere il Bivacco M.Costi – P.Falchero a 2280 mt affiancato da un asta metallica su cui è presente la bandiera italiana.

Bivacco Costi-Falchero

Il bivacco è in ottime condizione, di un color rosso intenso, ancorato alla roccia sottostante e vicina. Al suo interno è presente una stufetta, delle brande con coperte ed alcune casseruole. Molto interessante il libro del bivacco che mi fermo a sfogliare e leggere in alcuni sue parti: porta la testimonianza e le tracce delle persone che negli anni (dal 1975 ad oggi) hanno trovato riparo ed ospitalità nello stesso. Rimarrei a leggere ogni pagina, ma la strada è ancora lunga e non possiamo tardare.

Proseguiamo alle spalle del bivacco, salendo tra rocce ed erba in direzione del circo terminale ai lati della cima dell’Oriol e dell’Asta Sottana. Particolare ed interessante la Torre Sud dell’Asta di cui ho visto alcuni schizzi sul libro del bivacco. Tenendoci vicini alla parete rocciosa perveniamo in un punto, dove una freccia rossa, un po’ sbiadita,  sulla parete e la scritta “Asta” ci indica che è arrivato il momento di addentrarsi nel canale est, che si trova appunto tra la cima dell’Asta Soprana e la Cima dell’Asta Sottana. Ci troviamo a circa 2560 mt di altitudine.

Imbocco del canale

Da qui in avanti il percorso diventa alpinistico, ma di facile arrampicata. Il tracciato più impegnativo è praticamente all’inizio dove c’è un passaggio di II, ma che si può facilmente aggirare grazie alla presenza di una corda/catena.

Primo tratto del canale est

Successivamente i tratti rocciosi si superano facilmente, anzi sono addirittura divertenti Anche in questo caso occorre prestare attenzione, oltre all’esposizione, anche al ghiaccio che si è formato. In alcuni momenti sentiamo dei pezzi staccarsi dall’alto!!

Tratto intermedio del canale

Proseguiamo nel canale e sempre seguendo le tacche rosse svoltiamo a destra dove, con percorso più semplice del precedente, raggiungiamo la forcella.

Svoltiamo a destra

Svoltiamo nuovamente a destra, e per cresta, perveniamo finalmente sulla cima dove è presente una croce in ferro.

Pochi passi alla vetta

L’aria frizzantina ci fa capire che l’estate è ormai finita.

Osservo tutto ciò che c’è intorno a me e mi stupisco ancora una volta di quanto bellezza questo mondo ci offre. Salir quassù e trovar un po’ di pace, condividere con gli amici le fatiche ma sempre con il sorriso, per poi riempirci gli occhi di così tanta bellezza, ti fa sentir vivo.

Il Monviso ed altre cime sono imbiancate, così come l’Argentera.

l’Asta Soprana e l’Argentera

Stupendo il vicino Oriol, con dietro il Gelas, la Maledia ed il Clapier. Possiamo ammirare anche tutta la pianura.

Sgranocchiato qualcosa, a malincuore, ci alziamo ed iniziamo la discesa nel canale.  E’ necessario prestare particolarmente attenzione nella disarrampicata.

Ripercorriamo la via fatta in salita e torniamo all’auto stanchi ma soddisfatti.

 

Erika Ambrogio
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Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.