Forte Bramafam e Caposaldo Bramafam – BARDONECCHIA (Val Susa)

Forte-Bramafam

Storia: la Valle di Bardonecchia, a partire dagli anni Trenta del XX Secolo, conobbe la più vasta estensione di opere fortificate del Vallo Alpino Settore Alpi Cozie.

L’area di Bardonecchia era suddivisa in:

  • I Gruppo capisaldi Guglia di Mezzodì di cui facevano parte i capisaldi des Acles e des Aiguilles;
  • II Guppo capisaldi Guglio Rossa, di cui facevano parte i capisaldi di Cros du Rey, di Valle Stretta, della Scala e della Sueur;
  • III Gruppo capisaldi Rho di cui facevano parte i Capisaldi Grange la Rho, Piano dei Morti e Blave;
  • IV Gruppo capisaldi Colomion di cui facevano parte i capisaldi Bramafam e Selletta;
  • V Gruppo capisaldi Melmise di cui facevano parte i capisaldi Torre, Chabriere e Roccia Verde.

C’erano poi i Capisaldi autonomi delle Tre Croci, Frejus, di Rochemolles e Galambra.

Descrizione: 

Da Bardonecchia centro, dirigersi a piedi o in MTB,  sulla SS335 (Via Susa),  in direzione Royeres/Beaulard ed appena arrivati al primo bivio, svoltare a destra, poi nuovamente a destra e tramite di un ponticello  superare la Dora di Bardonecchia. La strada si presenta ora sterrata ma compatta e facilmente pedalabile, circondata da numerosi alberi. Le pendenze arrivano sino al 10% prima di raggiungere finalmente il Forte Bramafam, la più importante fortificazione delle Alpi Cozie di fine ‘800, diventato nell’organizzazione della sistemazione difensiva del Vallo Alpino la 516° batteria G.A.F..

Alla 516° Batteria competeva fornire il distaccamento al corpo di guardia della Caserma difensiva del Frejus.

Il forte fu presidiato dalla Guardia alla Frontiera sino all’11 settembre 1943, quando le ultime truppe italiane furono sostituite da quelle tedesche sino alla fine dell’aprile del 1945.

Dal 1995 l’Associazione per gli Studi di Storia ed Architettura Militare sta provvedendo al recupero del Forte Bramafam, che è già sede di un museo di storia militare. Purtroppo però oggi è chiuso e non possiamo visitarlo.

Forte Bramafam e Caposaldo Bramafam
Parte-del-Forte-Bramafam

Proseguiamo oltre il Forte, alla ricerca di due centri in caverna, facenti parti del Caposaldo Bramafam. Dopo un bel po’ di tempo passato a perlustrare la zona, ecco che intravedo una casamatta del Centro 14, una delle poche a non essere stata distrutta nel dopoguerra. E’ importante tenere a mente che a seguito del trattato di pace sancito nel 1947, il Centro 14 venne quasi completamente demolito.

Forte Bramafam e Caposaldo Bramafam
Esterno-casamatta-Centro-14

Entriamo da lì e tramite una serie di scalini perveniamo ad una porta invasa dai detriti.

Scalinata

Successivamente un lungo corridoio ci porta ad una altra rampa di scale che presenta un’uscita. In alcune parti la volta ha ceduto o è molto pericolante, per cui si sconsiglia la visita.

Volta-crollata-del-Centro-14

A questo punto, viste le condizioni precarie del Centro 14, decidiamo di uscire.

Ritorniamo verso il forte e scendiamo sulla Strada del Vivier. Al primo incrocio svoltiamo a destra e nell’ultimo tratto costeggiamo il Rio di Valle Stretta.

Risaliamo lungo il sentiero, a tratti a piedi ed a tratti in MTB, fino a pervenire al Poggio Panoramico di Bardonecchia.

Bardonecchia
Poggio-panoramico-di-Bardonecchia

Successivamente, a fatica riusciamo a trovare il famoso Centro 15: su una cresta rocciosa vediamo in parete, a circa 1370 m,  aprirsi gli ingressi dell’opera. L’impianto traeva origine dal preesistente Ricovero in caverna X.

Forte Bramafam e Caposaldo Bramafam
Ingressi-ricovero-in-caverna-X

Entriamo dal primo ingresso e perveniamo al grande ricovero che doveva ospitare circa 60 soldati. Dal secondo accesso si accede nel corridoio che conduceva alla torretta metallica e poi alla scala che scende verso il Centro 15 vero e proprio. Si tratta di una lunga scalinata, impressionante da vedere e percorrere, composta da circa 301 scalini, per un dislivello pari ad 80 metri.

Centro 15 caposaldo Bramafam
Scalinata-Centro-15

Per mezzo della scalinata raggiungiamo le postazioni che difendevano la stazione ferroviaria di Bardonecchia. In particolar modo si tratta di tre casematte per mitragliatrice, una delle quali mimetizzata da grangia. La galleria poi termina con l’ingresso inferiore dove era ubicata la stazione fotofonica in comunicazione con il Centro 16.

Soddisfatti di questa perlustrazione ripercorriamo i 300 scalini, saliamo sulle nostre MTB e torniamo all’auto.

Siamo pronti per una nuova avventura!.

 

 

 

Erika Ambrogio
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