Monte Oserot da Bersezio – Escursione – Valle Stura

La croce di vetta dell'Oserot vista da lontano

Partenza: Bersezio (1624 m)

Quota massima: Monte Oserot (2861 m)

Dislivello: 1120 m circa

Difficoltà: EE

Lunghezza: 12 km circa

Giro ad anello: si

Note Tecniche: la difficoltà dell’escursione dipende dalla presenza di neve o meno e dalla sua consistenza

Curiosità: il Monte Oserot è situato sul confine tra la Valle Stura e la Valle Maira. È una montagna delle Alpi Cozie.

Finalmente dopo una settimana di brutto tempo, oggi è sereno ed è sabato per cui la montagna ci aspetta.

Ci dirigiamo in Valle Stura, superiamo Demonte, Vinadio, Aisone e raggiungiamo Bersezio.

Parcheggiata l’auto nei pressi della pizzeria Drago Verde, imbocchiamo il sentiero che si trova a pochi metri da noi.

Panorama dalla partenze
Panorama da Bersezio

Sulla via invernale, fatta circa 2 anni in scialpinismo osservo che in parte è presente la neve, ma sicuramente non è ancora fattibile.

Procediamo quindi su una strada sterrata, al centro del vallone.

Più avanti svoltiamo a destra sul sentiero “estivo”: siamo in mezzo ai larici. Il sentiero sale piuttosto rapidamente. Mi fermo a prender fiato e voltandomi verso destra noto il tutto il suo splendore il paese Bersezio.

Bersezio
Bersezio

Non abbandoniamo la via, anche se faticosa! A circa 2200 m di altezza, inizia ad esser presente anche la neve.

Sentiero

Ecco che ad un tratto vedo spuntare alla mia destra un’opera del Vallo Alpino, che sicuramente il prossimo anno andrò a visitare.

Opera del Vallo Alpino

Davanti a noi le montagne iniziano ad essere bianche ed innevate.

Proseguiamo diritto verso la Bassa di Terra Rossa a 2426 m.

Un po’ sprofondiamo nella neve, in altri tratti la neve è portante. Ovviamente dobbiamo accontentarci ma il panorama intorno ci ripaga ampiamente della fatica.

Verso Bassa di Terra Rossa

Dopo diversi passi, giungiamo alla Bassa di Terra Rossa a 2426 m. Ci ero già stata due anni fa, quando con una gita di scialpinismo avevo raggiunto il Falso Oserot.

Bassa di Terra Rossa

Svoltiamo nella via subito a sinistra, tenendoci alti, senza continuare sul sentiero P37 che successivamente incrocia la Via Alpina e scende al Lago Oserot. Calziamo i ramponi, perchè una scivolata qui potrebbe essere fatale.

Tagliamo quindi tutto il pendio. Intravediamo sopra di noi una caserma militare, facente parte della grande opera difensiva del Vallo Alpino occidentale, insieme alla strada militare che prosegue verso il Passo di Roccia Brancia.

Strada militare e Monte Oserot

Oggi è ricoperta dalla neve, ma me la immagino in estate.

Prima di svoltare a sinistra, per proseguire verso l’Oserot, vedo ancora sulla mia destra un altro bunker del Vallo Alpino.

Bunker del Vallo Alpino Occidentale

Svoltiamo quindi a sinistra e con diversi zig-zag, seguiamo le tacche rosse che ogni tanto si intravedono su alcune rocce non coperte dalla neve.

Tacche rosse sul pendio di salita all’Oserot

Arrivati in cima alla salita, passiamo sul lato nord, dove la neve presente è molta e raggiungiamo la cresta che ci condurrà in vetta all’Oserot. In lontananza spunta la croce di vetta.

La croce di vetta dell’Oserot vista da lontano

Passiamo poi a sinistra di una enorme roccia e sempre proseguendo per cresta, in breve eccoci in vetta.

Croce di legno in cima all’Oserot

Oggi siamo solo noi quassù a goderci queste montagne innevate, un silenzio che ad ognuno di noi trasmette sensazioni ed emozioni diverse. La cosa che ci accomuna tutti è che non riusciamo a togliere lo sguardo da così tanta bellezza. È difficile descrivere cosa si prova, talmente il cuore e gli occhi si riempiono di gioia.

Spicca Rocca la Meja ed il Monte la Bianca, poi il Monte Scaletta, il Monte Oronaye ed il Monviso.

Rocca La Meja

Recuperate un po’di energie, visto che il cielo si sta annuvolando, decidiamo di compiere un giro ad anello e scender dal canale affrontato con gli sci tempo fa. La pendenza è tanta, facciamo i “gamberi” e con molta cautela affrontiamo la discesa.

La nebbia in breve ci avvolge.

Durante la seconda parte del tragitto per fortuna torna il sereno. La neve non è più presente ma occorre far attenzione perché il terreno è molto bagnato e scivoloso.

Discesa senza neve

Ancora un po’ di cammino nella Gorgia della Madonna fino a quando raggiungiamo Bersezio e la nostra auto.

Oggi non ci possiamo davvero lamentare! Ambiente da favola!

Campanile di Bersezio
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Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 197 Articoli
Super Advisor del circuito PiemonteNet e Advisor PiemonteAlps . Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.