Rocca Bernauda per cresta Nord e Cima 2343

In-vetta-alla-Rocca-Bernauda
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Partenza:  Parcheggio prima del Rifugio Re Magi (1755 m)

Quota massima: Rocca Bernauda (3225 m)

Dislivello: 1540 m circa

Difficoltà: EE

Lunghezza: 21 km circa

Giro ad anello: no

Note Tecniche: la via normale ha un passaggio tra il  I ed II grado. Si raccomanda prudenza soprattutto in cresta. Non intraprendere questa escursione se non con visibilità perfetta. Prestare molta attenzione a non scivolare ed a non far cadere pietre.

Curiosità: la Rocca Bernauda o Roche Bernaude in francese, è una montagna appartenente al gruppo delle Alpi del Moncenisio nelle Alpi Cozie. E’ il punto più occidentale d’Italia dopo la cessione alla Francia, con il trattato di Parigi del 1947, della Valle Stretta o Vallée Etroite.

 

Finalmente si ritorna in zona Bardonecchia perché ho in mente di raggiunger la vetta della Rocca Bernauda per cresta Nord.

Quel complesso di cime, tra cui anche la Rocca Bernauda, mi colpì molto quando mi recai in Valle della Rho, alla scoperta del Vallo Alpino “Gruppo Rho e Maginot”.

Les-Granges-de-la-Vallée Etroite

Pertanto giunti a Bardonecchia, proseguiamo in direzione Melezet, superiamo la Ferrata del Ruoas, Pian del Colle e proseguiamo diritto nella Vallée Etroite fino ad un parcheggio, a circa 1755 m, che si trova poco prima del Rifugio Re Magi.

Prime-indicazioni

Questa mattina l’aria è frizzantina, ci sono circa 6°C, temperatura molto differente da quella di Cuneo.

Iniziamo la nostra escursione e perveniamo subito nei pressi del Rifugio Re Magi, a destra della via e, poco più in alto, sulla sinistra, vediamo il Rifugio 3° Alpini. Alcuni passi ed eccoci alle Grange della Valle (les Granges de la Vallée Etroite) a 1769 m.

Passiamo nei pressi di una casa che si trova su una piccola altura e proseguiamo oltre, tralasciando la deviazione per il Lago Verde (Lac Vert). Mi piacerebbe fare una scappatina ma la gita è lunga e non conosco la zona, per cui opto per proseguire.

Deviazione-per-il-Lago-Verde

Mentre mi osservo intorno, raggiungiamo il Ponte della Fonderia (1911 m).

Pon-d-là-Funderie

A questo punto iniziamo ad alzarci progressivamente fino a 2200 mt costeggiando un Rio. Raggiungiamo il Piano di Tavernette, superiamo il Rio, cerchiamo il sentiero, e ci teniamo sulla destra. Siamo praticamente sotto un rilievo, o meglio la vetta 2343, per cui essendo a 100 m dalla stessa, decido che voglio salir lassù. In pochi minuti siamo in cima e la vista è spettacolare.

Cima-2343

Scesi dalla stessa, ci troviamo nel vallone della Gran Somma, ma soprattutto ci troviamo senza più alcuna traccia di sentiero. Ci teniamo quindi sulla destra ed iniziamo a salire. Non molto dopo, individuo un ampio canalone e capisco che quella è la direzione che dobbiamo seguire.

Canale-sulla-destra

La conferma arriva poco dopo, quando con estrema fatica, salendo, scorgo una traccia di sentiero in mezzo ai detriti. Ad un tratto ecco spuntare anche qualche ometto qua e là ma, visto il bagliore del sole, la loro individuazione diventa difficoltosa.

Detriti-sfasciumi-e-canale-accecati-dal-sole

Circondati solamente da rocce e montagne, risaliamo l’altro tratto di canale tenendoci sulla sinistra.

Perveniamo ad un pianoro dove è presente poco più avanti ancor un nevaio e da lì in breve ci troviamo al Colle di Gran Somma.

Colle-della-Gran-Somma-e-parte-di-cresta

Svoltiamo a destra ed attacchiamo la cresta Nord. La montagna è tutto uno sfasciume ma, per fortuna, non c’è anima viva e quindi si riduce il pericolo, per un eventuale caduta di massi.

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
Vista-dal-primo-tratto-di-cresta-Nord

In alcuni tratti oltre agli sfasciumi c’è ghiaia e, per questo, è necessaria la massima prudenza: una caduta in quel luogo sarebbe fatale. Superiamo un breve risalto di roccia (passaggio di II -) e poco dopo siamo sulla cresta.

Volgo lo sguardo indietro e così posso ammirare l’Aiguille de Péclet, il Dome de Polset, Il Monte Bianco, La Grandes  Jorasses, La Grande Casse e la Grande Motte. Quanti sogni da avverare…

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
In-cresta-con-vista-Monte-Bianco

La cresta, è esposta da entrambi i lati, e dobbiamo muoverci con cautela.

Perveniamo all’anticima (3177 m), dalla quale passa il confine, come indicato da una targa installata dall’Istituto Geografico Centrale nel 1993.

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
Targa-presso-l-anticima

Più avanti,  davanti a noi, ecco un panettone di terra rossastra.

Terra-rossastra-dopo-anticima

Ancor pochi minuti e siamo alla vetta, in cima a Rocca Bernauda. Che fatica ma quanta soddisfazione!

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
In-vetta-alla-Rocca-Bernauda

Il cielo sopra di noi è azzurro e ciò ci permette di osservare un numero infinito di montagne, alcune ricoperte in parte dai ghiacciai, altre in cui c’è solo roccia ed altre che appaiono di un color verde intenso.

La voglia di scender è poca, ma il percorso di discesa è ancor lungo e non possiamo rimandare oltre.

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
Cresta-nord-dal-colle-della-gran-somma-al-panettone-rossastro

Ripercorriamo tutta la traccia di prima, ammirando la Rocca Bernauda, la Punta Melchiorre, la punta Gasparre e la Punta Quattro Sorelle.

Rocca Bernauda per cresta nord e Cima 2343
Parte-del-sentiero-in-discesa

Poi per complimentarci con noi stessi, per il trekking riuscito, facciamo una sosta al Rifugio Re Magi, a goderci una dissetante birra, sempre volgendo lo sguardo alle mie amate montagne.

Rifugio-Re-Magi

Escursione in un luogo molto solitario e sicuramente poco battuto, ma per questo affascinante.

 

 

Download file: Cima-Bernauda.gpx

 

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 174 Articoli
Super Advisor del circuito PiemonteNet e Advisor PiemonteAlps . Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.