Rocciamelone (3538 mt) – VALLE SUSA

Partenza: Susa

Quota massima: Rocciamelone ( 3538 mt)

Dislivello complessivo :circa 3000 mt

Distanza: 10-12 km circa a seconda del tracciato

Difficoltà: EE

Giro ad anello: no

Curiosità: il 5 agosto a Susa, è la festa patronale della Madonna del Rocciamelone

Note Tecniche:  il Rocciamelone è una delle montagne più note della Valle di Susa. E’ stata considerata per molto tempo la cima più alta delle Alpi. Divide la Valle di Susa dalla Valle di Viù.

Visto il notevole dislivello di questa escursione, si può prevedere di eseguirla in due giorni, pernottando al Rifugio Cà d’Asti o eventualmente al Rifugio La Riposa.  A livello tecnico, l’ascensione non presenta difficoltà, in quanto è sufficiente seguire il sentiero. Da tener in considerazione la quota e le eventuali problematiche ad essa legate.

Si precisa che si percorre l’Antica Via Normale, ovvero il percorso originario che compì Bonifacio Rotario nella sua prima scalata.

Descrizione: oggi ripetiamo l’escursione al Rocciamelone, che veramente non avevamo potuto ultimare nel 2018 causa chiusura dell’accesso finale alla vetta per gara di skyrunning, BEI K3,  unica al mondo a far parte del Vertical Kilometer World Circuit.

Partenza alle 4,00 del mattino, direzione Susa.

Parcheggiamo l’auto a Mompantero, in Loc. Pietrastretta, sulla piazzetta del Santuario della Madonna del Rocciamelone. Questo moderno edificio è stato costruito nel 1958. Il campanile si trova nella parte posteriore dell’abside ed in cima ad esso è presente la statua che riproduce la Madonna del Rocciamelone.

A fianco del Santuario imbocchiamo la mulattiera che in breve tempo comincia a salire. Superiamo la condotta forzata dell’acqua e raggiungiamo la borgata Seghino Inferiore e successivamente la Borgata Carbonero.  Attraversiamo la carrozzabile e poi perveniamo ad un bosco di larici. Questo bosco è stata completamente distrutto da un incendio nell’anno 2017.

Bosco di larici colpito dall’incendio

Successivamente superiamo Borgata Trucchi a circa 1700 mt. Da qui proseguiamo sul sentiero e poi su un tratto della strada sterrata che ci conduce ad un primo parcheggio di auto.

Dopo aver fatto rifornimento d’acqua, continuiamo lungo un sentiero, lasciando sulla destra il Rifugio La Riposa (2200 mt), fino a quando giungiamo ad un bivio dove compaiono due cartelli “lungo” “corto”.

A questo punto mi domandano “quale vuoi fare?” ed io rispondo “Corto!!”. Qualcuno sorride dicendomi che la mia scelta era ovvia.

I metri di dislivello percorsi iniziano a farsi sentire, ma non è il momento di pensare a quello o ai muscoli indolenziti. Piuttosto è bene focalizzarsi sull’obiettivo e procedere avanti passo dopo passo.

Il sentiero si inerpica sempre di più fino al Rifugio Ca’ D’Asti (2854 mt). Qui facciamo una breve sosta per mangiar qualcosa e recuperare un po’ di energie.

Verso il sentiero a sfasciumi

Da questo punto in avanti la traccia sarà tra pietraia e sfasciumi fino alla Crocetta di Ferro (3306 mt circa). Le persone che incontriamo e, che come noi stanno tentando la salita, iniziano ad essere molte.

Verso la Croce di Ferro

Il tratto finale è il più difficile: sono però presenti delle corde che aiutano i meno esperti in diversi punti esposti. Mentre cerchiamo di passare tenendoci sulla destra della traccia, è frequente sentire il respiro affannato di qualcuno, segnale di fatica ma non solo, anche della quota.

Dopo gli ultimi sforzi e dopo 2900 metri di dislivello eccoci in cima a 3538 mt di altezza!! Su quest’ultima è presente un trigonometrico ed il santuario più Alto d’Europa intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone. A fianco,  il Rifugio Santa Maria che pare sia aperto tutto l’anno, pronto quindi a riparare chi ne abbia necessità in ogni momento.

Più in alto ecco la  statua in bronzo, dedicata sempre alla Madonna, realizzata nel 1899 ed inaugurata il 28 agosto di quell’anno grazie ad una grandiosa sottoscrizione di 130mila bambini di tutta Italia. La statua, è stata portata in vetta a spalle dai reparti del battaglione “Susa” del 4º Reggimento alpini.

Statua della Madonna del Rocciamelone

Oltre a ciò, c’è il busto del Re Vittorio Emanuele II, che nel 1838 era salito fin sulla cima ed una targa alla sua memoria, come membro onorario del Club Alpino Italiano.

Oggi la giornata è a dir poco stupenda ed il panorama è grandioso.

Davanti a noi il Monviso

Si vede il Monviso, il Pelvoux, La Barre des Écrins, e il ghiaccio del Rocciamelone presente a circa 3200 mt, Susa, il Lago di Malciaussia e diverse altre cime di cui non conosco il nome.

Dopo esserci goduti il panorama decidiamo di avvicinarci al ghiacciaio del Rocciamelone e scendiamo di circa 150 mt.  Tocchiamo la neve e ritorniamo su, preparandoci mentalmente alla discesa di 3000 mt.

Ancora molte persone sono sul percorso. Pian pianino superiamo la parte più tecnica e ci abbassiamo di quota.

In discesa dopo la parte tecnica

Ci dirigiamo vero il rifugio Cà D’Asti e proseguiamo il cammino.

Verso il rifugio Ca’ D’Asti

Percorriamo la strada eseguita in salita, fino a quando intravediamo Susa sempre più vicina.

Ultimi sforzi, ed eccoci in Loc. Pietrastretta, davanti al Santuario della Madonna del Rocciamelone, pienamente soddisfatti della giornata!

Santuario della Madonna del Rocciamelone

 

 

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 12 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.