Scaletta : Monte , Tour e Caposaldo

Opera e Croce del Monte Scaletta

Partenza: poco dopo Viviere (Acceglio)

Quota massima: Monte Scaletta (2840 mt)

Dislivello complessivo: 1100 mt circa (1500 con canale)

Distanza: 15 Km circa (17,5 con canale)

Difficoltà: EE

Giro ad anello: si

Note tecniche: il Monte Scaletta è una montagna delle Alpi Cozie e si trova sul confine tra Valle Maira e Valle Stura. Sul percorso sono presenti diverse opere e caserme del Vallo Alpino.

Descrizione:

Da anni volevo salire sul Monte Scaletta e finalmente ecco che decido di farlo.

Mi dirigo in Valle Maira, ed all’inizio dell’abitato di Acceglio, svolto a sinistra in direzione Chialvetta/Pratorotondo. Proseguo sulla strada asfaltata mantenendo la destra, fino a quando non diventa sterrata. Parcheggio l’auto qui, presso il tornante, dove sono presenti numerosi cartelli indicanti i vari percorsi,  praticamente poco sopra l’abitato di Viviere.

Inizio dell’escursione

Il primo tratto si percorre su strada, appunto sterrata ed è possibile vedere più in alto un’opera del Vallo Alpino, esattamente la 177 dello sbarramento Prato Ciorliero, opera di tipo 15000 armata con due mitragliatrice e composta da un osservatorio.

Opera 177 dello Sbarramento Prato Ciorliero

Poi svolto su un sentiero a destra che sale molto velocemente e poco dopo vedo comparire la piana di Prato Ciorliero, con i suoi baraccamenti militari, che ho attraversato anche in inverno con gli sci. Più avanti proseguo seguendo le indicazioni “S10 Passo Escalon- Passo Scaletta” tralasciando il sentiero sulla sinistra “Colletta Vittorio , Bivacco Due Valli”.

Proseguire verso il sentiero S10

Ho di fronte una conca circondata da montagne e quella proprio davanti a me, capisco esser il Monte Scaletta. Seguo il percorso di cui vedo l’evidente traccia che ad un certo punto si sposta sulla destra e sale. Supero il Passo dell’Escalon (2415 mt). Poi  sono tentata ad un certo punto di dirigermi verso una caserma che vedo ancor lontana in direzione Bric Content (2722 mt), ma abbandono l’idea, non sapendo quanto lungo è il percorso  e se il tempo reggerà come dicono. Procedo quindi avanti fino a raggiungere il Colle della Scaletta che si trova a 2614 mt. Anche qui poco oltre il passo è presente una Caserma, che per questa volta tralascio.

Tracce rosse e blu di salita verso il Monte Scaletta – Caserma dopo il Passo Scaletta

Ora inizia il tratto classificato come EE, ovvero per escursionisti esperti (Classificazione escursione). Seguo la traccia segnata da righe rosse e blu ed arrivo alla famosa galleria dell’Opera 3 demolita nel dopoguerra. Percorrendola, con l’ausilio di una luce artificiale che ho inserito nello zaino, esco dal lato opposto.

Ingresso in galleria..

Il terreno è molto franoso ed è necessario prestare molta attenzione per evitare di scivolare per metri e metri…

In breve giungo sotto la cima, dove si trova l’Osservatorio che aveva la funzione di ospitare una fotoelettrica per illuminare il tratto verso la Valle Stura. L’opera, come altre, fu demolita in seguito al Trattato di Pace con la Francia del 1947. Poco più avanti la croce di vetta.  Il punto è molto panoramico ma è anche bene capire l’importanza che ha avuto nel passato come punto d’osservazione: la Valle Stura, i laghi di Roburent sottostanti, il lago dell’Oronaye, l’Oronaye,  la Meja, e la Valle Maira.

La giornata è stupenda per cui si distinguono molte bene altre cime più lontane, come il Matto e l’Argentera e moltissime altre.

Inizio a scendere in direzione di una ruota dentata o meglio della stazione di arrivo della teleferica Prato Ciorliero – Monte Scaletta. Quest’ultima era servita per la costruzione delle fortificazioni ovvero per portare il materiale in quota e successivamente per assicurare il rifornimento di viveri e di munizioni alle truppe del Caposaldo Scaletta.

Teleferica

Mi dirigo a questo punto verso il sentiero franoso che prosegue in Valle Maira e che passa in mezzo a guglie e torrioni. In alcuni tratti sono presenti dei pezzi di catena che aiutano e rendono più sicuro il percorso.

Tratti attrezzati

Scesa di quota, verifico la cartina e vedo che sulla mia sinistra è segnata la cima Peroni. Mi trovo praticamente al fianco un canale di sfasciumi e vista la giornata, decido di provare a salirlo anche se non sono presenti tracce. Confido di arrivare sulla cima Peroni, ma ben presto mi accorgo di essere giunta sulla cresta della Rocca Peroni. Non sapendo se è necessario una corda per l’ultima tratto, opto per tornare indietro.

uno sguardo indietro ..

Ridiscendo comunque soddisfatta in quanto ho fatto un po’ di allenamento e raggiungo il passo Peroni a 2578 mt.

Svolto a destra per andar verso la casermetta del Bric, che si trova sotto la cima Il Bric (2658 mt) e poi raggiungo quest’ultima, dove posso osservare i resti dell’osservatorio del Monte Bric, anch’esso distrutto.

Torno verso il passo Peroni e cosa vedo? L’ingresso dell’Opera X del Vallo Alpino. Purtroppo sono visitabili soltanto pochissimi metri, perchè anch’essa è stata distrutta con il trattato di pace.

Proseguo avanti e al fianco sinistro del sentiero vedo degli strani pozzetti uniti da una tubazione. Immagino sia qualcosa risalente alla costruzione del Vallo Alpino, ma non ho informazioni sufficienti per dare spiegazioni.

Ecco comparire il bivacco due Valli (2620 mt).

Verso il Bivacco Due Valli

Il sentiero riprende a salire. Supero il Passo La Croce Occidentale a 2650 mt, rimango in cresta, poi affronto il Passo La Croce Orientale ed inizio a scendere percorrendo un ripido sentiero scivoloso, ma attrezzato con catene.

Alla Colletta Vittorio a 2525 mt mi volto verso il Monte Oserot ricordando qualche inverno fa.  A questo punto seguo le indicazioni verso Pratorotondo e raggiungo la Caserma dell Escalon.

 

Caserma Escalon

Proseguo la discesa sempre su mulattiera, mi ricongiungo con il sentiero S10 e da lì sul sentiero dell’andata, fino al tornante da cui sono partita.

 

Erika Ambrogio
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Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.