Vallo Alpino “Gruppo Rho e Maginot” – BARDONECCHIA

Storia: la Valle di Bardonecchia, a partire dagli anni Trenta del XX Secolo, conobbe la più vasta estensione di opere fortificate del Vallo Alpino Settore Alpi Cozie.

Il Gruppo Rho, appartenente al Sottosettore VIII/b “Melmise”, era suddiviso a sua volta in altri tre capisaldi ovvero Caposaldo “Granges la Rho”, Caposaldo “Blave” e Caposaldo “Pian dei Morti”

Dislivello: 1450 mt circa

Distanza: 27 km circa

 

Descrizione:

Raggiunta Bardonecchia seguiamo le indicazioni per Via Tur d’Amun. Percorriamo i primi tornati e lasciamo l’auto in prossimità di un parcheggio sterrato. Da qui iniziamo il nostro percorso sulla carrozzabile, attraverso la quale si raggiunge, superando il bosco, la ” Grange della Rho”. Proseguiamo il tracciato, tenendoci sulla strada militare che si trova sulla destra. Quest’ultima venne costruita negli anni ’30 insieme alle opere del Caposaldo. Attraverso una serie di tornanti iniziamo ad innalzarci, fino a quando perveniamo alla Galleria, in parte chiusa dai massi. E’ possibile eventualmente percorrere lo strettissimo passaggio, molto franoso, realizzato per aggirare la galleria stessa.

La Galleria

La roccia in quella zona, pare sfogliarsi. E’ impressionante vedere tale fenomeno.

Noi ovviamente passiamo nella galleria e scattiamo alcune foto.

Attraversiamo un ponte che supera il Rio Rebour e po un altro ancora, che serve per passare il Rio Saigneres.

I due ponti

Proseguendo, raggiungiamo la Caserma L, composta da due piani ed appoggiata ad una parete rocciosa. Fu costruita nel 1937 e doveva ospitare una quarantina di militari.

Caserma L

Oltrepassiamo la Caserma e davanti a noi in tutto il suo splendore, posso ammirare la Rocca Bernauda (3228 mt) con ancora quale spruzzata di bianco ed anche tutte le altre cime rocciose appartenenti al Gruppo dei Re Magi, quali ad esempio la Punta Melchiorre e la Punta Baldassarre. Più le osservo e più cresce la voglia di poter tornare in questi luoghi per provare l’ascesa di queste meravigliose cime.

Da qui in breve perveniamo al Pian dei Morti. Vediamo alcune opere, ma decidiamo di non fermarci per raggiungere il Colle della Rho a  2541 mt. Si tratta di un valico alpino situato sul confine italo-francese, tra la Val di Susa e l’alta Maurienne. Etimologicamente, il colle di Rho significa “il colle della ruota” .

Con fatica eccoci nei pressi del Colle, con sulla sinistra il massiccio della Gran Bagna e sulla destra la Grand Argentier. E’ presente una croce in legno ed un pannello esplicativo delle cime che si possono ammirare.

Colle della Rho

Da qui visto che il tempo regge, cerchiamo di individuare e raggiungere la nostra meta, ovvero l’Avamposto Maginot della Valle Rho. Abbiamo letto che dovrebbe trovarsi sulla destra pervenendo dal colle, per cui seguiamo un’esile traccia. Non riusciamo ad individuarla subito perchè sicuramente si confonde molto bene con l’ambiente circostante. Proseguiamo la ricerca ed ecco che ad un tratto la intravediamo. Siamo emozionati come dei bambini.

Maginot della Valle Rho

Gli avamposti sono un tipo di opera che serviva per rallentare le truppe avversarie prima che raggiungessero le Posizioni di Resistenza. In genere si trovavano a circa due chilometri dal confine.

Raggiungiamo un ingresso in alto che in pratica era l’uscita di sicurezza. Spettacolare la porta blindata, dalla quale siamo entrati. Al di sopra è presente una targa in pietra della BAF (Battaglione Alpino da Fortezza). Attraverso una scaletta scendiamo all’interno della maginot: sono presenti dei serbatoi dalla capacità di 1050 lt, i bagni con le porte in legno con su scritto wc e dei letti sempre in legno. Tutti i corridoi sono dotati di impianto di ventilazione e di riscaldamento.  Arriviamo poi al vero e proprio ingresso: sopra la spessa porta è presente lo stemma con indicata la data di realizzazione dell’opera 1935  e la scritta “on ne passe pas”.

Sono presenti altri 2 pozzi con relative scalette che portano ad un cupola in acciaio e ad un malloppo.

Ingresso della Maginot

Abbandoniamo la Maginot, perchè il viaggio di rientro è lungo, anche se la voglia di rimanere lì ed osservare tutto per bene è tanta. Scendiamo e perveniamo a dei baraccamenti in lamiera. Una breve sosta per mangiare qualcosa e poi risaliamo al colle.

Scendendo al Pian dei Morti, ci avviciniamo al Centro 50-1 50-2, che hanno praticamente la stessa forma. La 50-1 è completamente distrutta, mentre nell’altra, prestando molta attenzione, è possibile entrare.

 

Centro 50 distrutto

A questo punto ripercorriamo il tragitto già fatto all’andata e raggiungiamo Bardonecchia.

Rientro verso Bardonecchia, che si trova ancor lontana

Un luogo spettacolare, ricco di storia. Sicuramente ci dovrò tornare per terminare la visita delle Opere del Caposaldo Rho e non solo!

 

 

 

 

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 56 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.